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La Gestalt: cos’è e come applicarla al Graphic Design

Gestalt è una parola tedesca che significa “forma”, “struttura unitaria”, “configurazione armonica”. Questo termine è legato a La psicologia della Gestalt, una scuola teorica tedesca che negli anni ’20 ha studiato alla percezione. È legato anche alla psicoterapia della Gestalt Therapy, una scuola post analitica sviluppatasi negli USA negli anni Cinquanta nell’ambito delle psicoterapie umanistiche.

Se a livello psicologico queste teorie sono state in parte superate, quella della Gestalt è tutt’oggi una tecnica grafica assolutamente attuale e utile. Vediamo perché.

La Gestalt nella grafica

Come qualunque appassionato di grafica ben sa, dietro qualsiasi lavoro creativo ci sono pianificazione e lavoro. Perché infatti un biglietto da visita creato in un certo modo, ad esempio, riesce a dare un’idea positiva di noi mentre un altro allontana il nostro potenziale cliente? Perché alcuni loghi catturano maggiormente l’attenzione rimanendo impressi a lungo a differenza di altri che invece cadono nel dimenticatoio?

La risposta è una: dietro a elementi apparentemente immediati si nascondono meccanismi collegati alla psicologia umana. Basti pensare alla psicologia dei colori che spiega come scegliere le tonalità a seconda del messaggio che si vuole inviare o al fatto che percepiamo ogni elemento in modo diverso, a seconda dell’insieme di cui fa parte.

In questo contesto si inserisce il riferimento a La psicologia della Gestalt, il cui slogan era

Il tutto è più della somma delle singole parti

Capire perché il cervello umano tenda ad interpretare come un unico messaggio l’insieme di elementi diversi diventa fondamentale in campo grafico per capire come l’occhio umano analizza uno schema e ne riconosce le forme (e di conseguenza l’unitarietà del messaggio).

Diventa quindi fondamentale per capire come inviare un messaggio quali elementi utilizzare e come disporli per comunicarlo al meglio al nostro pubblico.

I principi della Gestalt

In ambito grafico, la Gestalt è caratterizzata da vari princìpi. In questo articolo analizzeremo alcuni tra i principali: principio della vicinanza, della somiglianza, del destino comune, di continuità, dell’esperienza passata, di chiusura o completamento, di figura/sfondo.

Principio della vicinanza

All’interno di un’immagine o composizione, gli elementi vicini tra loro vengono percepiti come un unico elemento unitario e distinto.

Questi nove cerchi, disposti in questo modo, ci fanno percepire una forma quadrata.

In ambito grafico questo principio è anche alla base di una buona leggibilità del testo e nel logo design.

Principio della somiglianza

Questo principio afferma che all’interno di un’immagine o composizione, gli elementi simili tra loro vengono percepiti come un elemento unico e distinto. Questa somiglianza può scaturire dalla forma, dalla posizione o dal colore.

In questa immagine percepiamo 5 righe differenti: tre composte da figure piene, 2 composte da figure bianche.

Questo principio fa sì che il nostro cervello raggruppi elementi con caratteristiche simili tra loro: molto utile nel Graphic design.

Principio del destino comune

Nel principio del destino comune, elementi con un movimento uguale tra loro e diverso da altri vengono raggruppati dal nostro cervello.

Qui ad esempio percepiamo tre colonne verticali e una linea obliqua che passa dietro. In realtà si tratta di elementi separati tra loro (6 linee verticali e 4 linee oblique di varie dimensioni) che il nostro cervello percepisce come unici.

Principio di continuità

Molto simile al destino comune è il principio di continuità. In questo caso però gli elementi vengono percepiti uniti in base alla direzione che seguono.

Nel Graphic design questo principio viene utilizzato per dare un senso di armonia nel movimento e far percepire come un tutt’uno elementi che in realtà sono slegati tra loro.

Principio dell’esperienza passata

Il principio dell’esperienza passata proclama che l’esperienza modella la nostra percezione. Quindi gli elementi di un insieme che riescono a far rivivere le esperienze percettive di un determinato oggetto vengono raggruppati, dando vita a una figura.

In questo esempio vediamo 3 segmenti ma percepiamo chiaramente una E maiuscola. Questo perché le linee posizionate in quel modo stimolano il ricordo che abbiamo di quella lettera.

Questo principio viene spesso utilizzato insieme ai seguenti due principi.

Principio di chiusura o completamento

Questo principio afferma che il nostro cervello tende a percepire forme chiuse anche se nella realtà non lo sono.

Qui ad esempio non percepiamo quattro linee curve bensì un cerchio.

Qui invece percepiamo un triangolo bianco posto sopra a 3 cerchi e un ulteriore triangolo, quando in realtà in questa immagine non esistono né triangoli né cerchi.

Questo succede perché preferiamo le forme chiuse ma percepiamo anche la parte che in realtà è mancante, per cui il nostro cervello è portato a completare la forma. Tutto questo è possibile anche grazie al precedente principio dell’esperienza passata.

Principio di figura/sfondo

Il più interessante per la sua applicazione del Graphic design è il principio di figura/sfondo. Secondo questo principio il nostro cervello tende a percepire alcune figure come un’immagine e altre come sfondo: è il principio di molte illusioni ottiche.

Questo principio viene utilizzato per dare allo sfondo e alla figura due significati diversi.

“L’insieme è più della somma delle parti”

Tutti questi princìpi danno senso allo slogan “L’insieme è più della somma delle parti”. Presi singolarmente, tutti gli elementi di ogni esempio che abbiamo visto risultano privi di significato, mentre raggruppati formano un significante.

La teoria della Gestalt è quindi fondamentale per qualunque designer che voglia far recepire in modo semplice e immediato il messaggio del suo lavoro.

Tenere a mente questi princìpi può fare la differenza nel successo – o insuccesso – di un lavoro!

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