Perché i social non sono nulla senza le sponsorizzate

Vogliamo raggiungere i nostri utenti sulle pagine social. Abbiamo risorse e tempo da dedicare alla qualità dei contenuti. Allora perché le visualizzazioni ed il tasso di engagement sono così deludenti? La spiegazione c’è e si chiama portata organica. Se non sai di cosa si tratta ti suggerisco di continuare a leggere!

La portata organica

All’apparenza è semplice il lavoro che bisogna fare per essere presenti sui social network. Produrre contenuti che alle persone piacciano e con i quali interagiscano. Manca però un passaggio fondamentale per concludere il lavoro. Bisogna stanziare un budget per una campagna advertising. Il rischio è quello di passare inosservati nel feed dei profili delle persone.

Facciamo un passo indietro. Il termine portata o reach organica indica il numero di persone che riesco a raggiungere con i contenuti senza pagare per sponsorizzarli. Sebbene qualunque contenuto possa contare su una minima portata organica, ad oggi questo valore è circa l’1%. Significa che una pagina con 1.000 like può raggiungere circa 10 utenti. Per pagine con numeri molto grandi, come brand affermati, il valore si abbassa ulteriormente

Non sempre è stato così: fino a pochi anni fa, la reach organica raggiungeva generosi tassi a doppia cifra. Poi le piattaforme social hanno cominciato a ridurla, al fine di non consentirci di raggiungere facilmente e gratuitamente la totalità del nostro pubblico – ovvero chiunque segua o metta like alla pagina. Il motivo è piuttosto banale: costringere gli amministratori delle pagine a spendere di più in advertising. Ciò non significa dover sponsorizzare per forza qualunque post che si vuole pubblicare: la scelta ricadrà sui contenuti decisi secondo il piano marketing. Prima di spendere in ads, serve impostare una corretta strategia di business, per raggiungere gli obiettivi aziendali.

La qualità dei contenuti

Se è vero come abbiamo detto che non è possibile raggiungere l’intero nostro pubblico – ancora meno chi è fuori dalla nostra rete – è pur vero che non è sufficiente pagare per conseguire risultati soddisfacenti in termini di brand awareness e vendite. Quello che si pubblica, sponsorizzato o meno, deve rispettare standard di qualità adeguati. Tieni a mente che il pubblico è abituato a contenuti sempre più curati. Di conseguenza l’aspettativa dell’utente medio è aumentata negli anni. Anche quando non spendiamo per pubblicizzare un post, testo e immagini devono essere impeccabili ed in linea con lo stile del brand.

La frequenza dei contenuti  

Oltre alla qualità dei contenuti, è opportuno dedicarsi anche alla quantità di post da pubblicare. Nel settore dell’informazione è normale che si pubblichino decine e decine di post al giorno. Nel B2B nessuno si aspetterà mai che ogni giorno vengano prodotti valanghe di post sulla pagina aziendale. Ma si deve comunque organizzare un calendario editoriale – e rispettarlo. Meglio non pubblicare nulla, piuttosto che immagini e video mediocri perché abbiamo esaurito le idee – less is more!

Conclusione

Chiariamo un punto; per far crescere un business, bisogna coltivarlo nel tempo e questo implica investire nella comunicazione social. Pagare il miglior grafico del mondo non garantisce che gli utenti vedano quella pubblicità. Immagina di mostrare un cartellone pubblicitario bellissimo, ma installato in una strada secondaria, buia e senza passaggio di automobili. A che sarà servito fare quel lavoro perfetto se quasi nessuno lo vedrà mai?