ROI vs ROAS: come valutare campagne e investimenti

Come fare a valutare l’andamento di una campagna pubblicitaria? Esiste un KPI che è possibile utilizzare per stabilire quanto sia profittevole davvero una campagna online. Parliamo del ROAS.

L’acronimo sta per Return On Advertising Spend (ritorno sulla spesa pubblicitaria) e non va confuso con un altro importante indicatore economico aziendale come il ROI. Il ROAS misura il profitto generato da una campagna advertising in relazione al suo costo.

Come si calcola

Questo indicatore mostra dunque quanto è performante la strategia di marketing. A differenza del ROI, è possibile analizzare nel dettaglio ogni singola azione attuata durante la campagna. Per ricavare questo valore dobbiamo applicare questa formula: ROAS = ricavo campagna adv/costo campagna x 100.

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo di condurre una campagna Google Ads e questa raggiunga ricavi per 10.000 euro; il costo per l’advertising è 2.000 euro; secondo la formula avremo un ROAS pari al 500%. Ovvero un rapporto 1:5 tra investimento e ricavo. Non male direi! Dunque, con questa campagna per ogni euro speso in advertising, si ottiene un ritorno cinque volte superiore. Ovviamente il valore deve essere rapportato al tipo di settore/azienda in oggetto e non è detto che questo rapporto sia sempre soddisfacente. I margini di profitto sul prodotto o servizio possono fare la differenza.

Come valutare il ROAS

Col modello ROAS possiamo comprendere quanto è efficace una campagna advertising, sulla base dei ricavi ottenuti. Ci consente inoltre di valutare la qualità dei lead generati, in rapporto con le conversioni alla vendita. ROI e ROAS vanno considerati in un rapporto sinergico tra loro al fine di comprendere meglio il corretto andamento delle campagne di advertising. Il primo è utile a monitorare l’andamento del business rispetto alle spese per investimento sostenute e quindi la coerenza rispetto alla strategia di marketing generale. Il secondo invece ci trasmette il dato sulla singola campagna pubblicitaria o gruppo di annunci, permettendo di correggere se necessario la tattica adoperata, per acquisire una maggiore quantità di lead di qualità che si traducano in vendite.

Consideriamo un margine del 25% applicato al caso precedente. Il ROI rispetto a quei valori sarà: (10.000 x 0,25) – 2.500) x 100 = 0. Sebbene il ROAS sia molto positivo in termini di conversioni alla vendita, il ritorno sul capitale investito non è sufficientemente remunerativo. È bene dunque guardare a entrambi gli indicatori per fare una corretta valutazione degli investimenti pubblicitari.

Conclusione

Il ROAS è una delle metriche più utili per valutare l’efficacia delle campagne di marketing digitali. L’obiettivo principale è generare nuove entrate. Ma non può essere l’unico indicatore preso in considerazione quando si conduce una strategia aziendale.